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Una delle
prime più significative esperienze coinvolse FAE e il suo Partner
tedesco, uno dei pochi costruttori di laser di misura dell'epoca, in
un arduo compito presso una delle più importanti fabbriche di tubi.
Si doveva
misurare la lunghezza di barre in acciaio per mezzo della misura
della distanza dallo strumento laser alla testa della barra.
La misura
della distanza con il laser era basata sulla misura del tempo di
volo, cioè il tempo impiegato dall'emissione dell'impulso laser
alla ricezione dello stesso dopo essere stato riflesso dal target.
Il campo
di misura poteva arrivare fino a 15 metri, la precisione richiesta
era di circa 1 centimetro.
Sulla
base di un sopralluogo effettuato dai tecnici FAE e della fabbrica
si decise di provare uno strumento che sulla carta offriva ampie
garanzie di successo.
Le
condizioni limiti della misura erano rappresentate dalla superficie
della barra che poteva essere fredda o calda, chiara o scura, liscia
o corrugata.
Tuttavia
le valutazioni fatte in fabbrica, in base a esperienze analoghe e a
considerazioni di fisica teorica, furono tali da garantire l'impiego
di uno strumento laser in classe 1, non pericoloso per l'occhio
umano (eye-safe), che consentiva un campo di misura fino a oltre 50
metri su una superficie regolare.
Anche se
furono offerte tutte le garanzie e le referenze del caso il cliente,
prima di emettere l'ordine, ci richiese una prova dimostrativa con
l'installazione in campo per un minimo di 30 giorni.
La
fabbrica accettò ed i tecnici FAE si misero a disposizione per
installare il laser presso il cliente, che aveva già predisposto
nel frattempo la meccanica di supporto e le protezioni per il
montaggio dello strumento sulla linea di taglio delle barre.
Fu molto
più lungo il tempo per la messa a punto della meccanica e per
il centraggio del laser sul target, essendo il raggio a luce
infrarossa invisibile, che il tempo dedicato al collegamento del
laser al PLC e alla gestione dei dati di misura.
Il
risultato fu ottimale su quasi tutte le barre misurate, ad eccezione
di quelle particolarmente scure (nero carbone).
Il
cliente, nonostante ciò, sembrava soddisfatto poiché, trattandosi
di una minima percentuale, poteva ovviare con misure manuali.
L'importante era poter contare su un segnale spurio (no-eco) inviato
al PLC in caso di falsa misura in corrispondenza delle barre
eccessivamente scure.
In tal
modo comunque si sarebbe riuscito ad automatizzare più del 80%
della produzione.
Come
premesso, lo strumento rimase installato in conto visione per 30
giorni e noi ci congedammo soddisfatti a fiduciosi nel proseguo
delle prove.
Dopo due
giorni il responsabile della manutenzione dell'impianto telefonò
allarmato a causa del laser che dava i numeri anche in presenza di
barre di colore grigio chiaro.
Dopo un
sopralluogo i nostri tecnici appurarono che il problema di NO-ECO
nasceva anche in corrispondenza delle barre tagliate male
(ossitaglio) che presentavano una superficie di riferimento per il
laser molto disuniforme, corrugata e spesso con taglio obliquo.
In queste
condizioni la percentuale di misure affidabili si abbassava
drasticamente al di sotto del 50% !. Ciò non era accettabile e si
richiese pertanto un intervento drastico della fabbrica che, alla
fine, dopo qualche mese di studio e sperimentazione, propose una
soluzione con un laser di maggiore potenza, che rese più affidabile
la misura pur con saltuari interventi dell'operatore.
Dopo 12
anni dalla prima installazione siamo stati interpellati nuovamente
dal cliente a seguito di un revamping dell'impianto. Nel frattempo
le nuove tecnologie sviluppate in stretta collaborazione con un
centro di ricerca ci hanno consentito di realizzare strumenti molto
più affidabili e precisi con costi ridotti fino al 90% rispetto al
costo dello strumento installato in precedenza.
Per
evitare equivoci, vuol dire che oggi il prezzo di vendita di uno
strumento laser che misura in modo affidabile la distanza fino a 15
metri su un target scuro, caldo e corrugato, con precisione migliore
di 1 millimetro, è di circa il 10% del prezzo dello strumento
installato 12 anni prima con affidabilità limitata e precisione di
circa 1 centimetro.
Quanto
sopra è solo un esempio di customer satisfaction che a distanza di
anni ha gratificato tanto il cliente quanto il fornitore.
La
politica di customer satisfaction di FAE si è rafforzata nel tempo
proprio grazie all'attività si supporto continuo, sia in fase di
prevendita, anche solo per lo studio di fattibilità,che durante
l'installazione ed il normale funzionamento ed in previsione di
revamping e di implementazioni successive.
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